el valleverOggi 18 ottobre si torna sul
lago di Garda,precisamente a Limone.
Una volta all'anno questo itinerario deve essere meta di ogni
biker. Tutti resteranno soddisfatti dalla spettacolarità
del paesaggio, dalla varietà di sentieri e strade bianche
percorribili sia dal ciclista meno esperto che dal suo opposto
in tutte le stagioni.
Il percorso si snoda lungo le pendici ad est del monte Tremalzo
e non è altro che il tracciato della gara bike extreme,
ben segnalato da cartelli in legno.
Queste le caratteristiche:
lunghezza 51 km
dislivello 2000 mt
30km di salita
20km di discesa
Il mio itinerario si discosta un po' da quello della gara visto
che a Vesio ho preso il primo bivio per il Passo Tremalzo (invece
del secondo situato circa un km dopo). Procedo così nella
valle di Bondo fino al Passo Nota dove ritrovo i cartelli della
gara, ma invece di seguire le indicazioni che mi porterebbero
a destra verso il Passo Bestana, proseguo ancora in salita a
sinistra verso il Tremalzo. La pendenza inizia ad aumentare
pur non risultando mai proibitiva. Si esce dal bosco e la vista
si apre sugli innumerevoli tornanti sterrati di una antica strada
militare.
Curva dopo curva si arriva così alla Bocca di Val Marza
sulla Cima di Marogna, Cima Coppi del nostro itinerario a m.1863
e punto di sosta per tutti i biker provenienti sia dal nostro
che dal verante opposto.
Oggi è abbastanza affollato, quasi tutti tedeschi.
Ma ecco spuntare una vecchia conoscenza, forse l'unico italiano.
Apro una parentesi per inquadrare un personaggio
che in quattordici anni di pedalate non mi è mai capitato
di trovare.
Lo incontrai per la prima volta al parcheggio di Fiumenero nel
giorno che con Jack siamo saliti al Rif. Curò. Bresciano,
età sui 25, Riccardo di nome (in primo piano nell'ottava
foto), ex tifoso dell' Inter ora del Brescia ed altro non so.
La bicicletta, una mtb ultimo modello ( ... del 1990), rigida,
con slik posteriore, zaino rubato alla nipotina, e telecamera
di due kili al seguito.
Gli chiesi se voleva venire con noi, anche se vedendo l'assetto
della bici, affrontare una salita, ma sopratutto una discesa
impegnativa come quella del Curo' sarebbe stata una bella sfida.
Rimasi di stucco quando ci disse di avere per programma la traversata
dal rifugio Brunone al rifugio Coca. Chi non fosse della bergamasca
deve sapere che il tempo di percorrenza per arrivare al Brunone
è di quattro ore a piedi e non c'è un pezzo dove
si possa pedalare e lo stesso dicasi per la discesa dal Coca,
la traversata non lo mai fatta, ma data la morfologia del territorio
non penso sia ciclabile. Lo avvertimmo circa le difficoltà
che avrebbe incontrato e lui, ancor più carico ci rispose
che gli piaceva portare la bici a spalla.
Continuando a parlare ci elencò tutte le sue conquiste:
tutti i rifugi del bresciano e gran parte di quelli bergamaschi
con, cigliegina sulla torta, la vetta dell'Adamello (e tutte
in bici ... a spalla).
Il passo dei Contrabbandieri, dove ho avuto un po' di stizza,
da Riccardo viene considerato semplice ed il Tremalzo di oggi
una c...ta mostruosa perchè è tutto pedalabile.
Gli chiediamo infine di proseguire in discesa con noi su strada
bianca e divertente single trek, lui ci risponde che preferisce
l'asfalto in discesa!!!!!
Ciao Riccardo sei mitico.
Ma ritorniamo al nostro itinerario. Superata la galleria alla
Bocca di Val Marza si scende verso al rifugio Garda m.1650.
Scendiamo ora per due km sulla strada asfaltata in direzione
Valle di Ledro fino ad incontrare sulla destra, dopo un gruppo
di case, il cartello della Rampiledro da cui si può proseguire
fino a Molina di Ledro seguendo sempre i cartelli per risalire
poi verso il passo Bestana. Rimandiamo il tutto all'anno prossimo
perchè i crampi del mio socio ci costringono ad un percorso
meno arduo. Ritorniamo sui nostri passi fino al rifugio Garda
e ci tuffiamo nella lunga discesa della valle di San Michele,
25 km veloci e divertenti con tantissimi salti creati dalle
canaline per il deflusso dell'acqua.
Risultato finale della giornata: 9 ore in bici, 75 km, 2330
mt di dislivello, 35-40 km di salita, freddo (5 gradi al sole),
paesaggio stupendo con i molteplici colori dell'autunno.
Ciao ... e alla prossima.